Introduzione ai sintetizzatori.


I sintetizzatori e gli strumenti elettronici sono comunemente in uso nella musica odierna e lo sono come minimo da 30 anni, e sono stati usati in importanti lavori di composizione da ben prima di allora.

Le composizioni oggigiorno mettono maggiormente in evidenza i sintetizzatori, più di quanto non abbiano mai fatto prima, con tutti i suoni elettronici brevi e intermittenti che si trovano oggigiorno nella musica tecno, alle progettazioni e piattaforme che stanno dietro alla musica pop di oggi. Come risultato, molta gente è diventata molto interessata ai sintetizzatori, e vuole imparare ad usarli, o meglio suonarli.

sintetizzatore

Ma i sintetizzatori odierni possono sembrare complicati a prima vista. È difficile farsi un'idea per un principiante di quale sintetizzatore scegliere, e capirne tutte le possibili caratteristiche. Cosa rende un Roland JV1080 diverso da un Clavia Nord Lead? Cosa sono tutti quei termini nella lista delle caratteristiche e cosa vogliono dire? Cos'è il MIDI? Allo stesso tempo non si vede in internet una fonte esauriente e molto buona per spiegare il mondo dei sintetizzatori. Essendo una persona che amministra una gran quantità di pagine di collegamenti sul MIDI e sul sintetizzatore, ho avuto modo trovare troppe domande richiedenti la stessa cosa (la più comune è "quale sintetizzatore dovrei comprare?", ma allo stesso modo anche molte altre domande tecniche).

Che cos'è un sintetizzatore?
A) Definizione dal Dizionario Webster's New World, Seconda edizione College: Sintetizzatore: una persona o cosa che sintetizza; in modo specifico, uno strumento elettronico contenente filtri, oscillatori, e amplificatori per il controllo del voltaggio, usati per produrre suoni non ottenibili dagli strumenti musicali comuni. Perché la parola sintetizzatore? Beh viene dalla parola sintesi. Sintesi significa mettere assieme parti d'elementi in modo da formare un tutto, in base al Dizionario Webster's. Questo è il concetto generale che sta dietro un sintetizzatore. Mettere assieme parti ed elementi di un suono, da mezzi che lo creano a mezzi che lo trattano, e formano un suono completo. B) Una Breve Storia del Sintetizzatore Nonostante il concetto di sintetizzatore sia relativamente nuovo, gli strumenti elettronici sono stati con noi da lungo tempo. Il primo strumento elettronico al mondo è stato inventato da Leon Theremin nel 1920. L'eterefono, come lui lo chiamò per primo, divenne più tardi noto come "il theremin". È uno dei pochi strumenti elettronici che non richiedono contatti per suonare, semplicemente si fanno ondeggire le mani nell'aria attorno a due antenne per alzare e abbassare il volume e tono. È stato usato in infiniti posti (la colonna sonora de "Il Pianeta Proibito", la canzone "Good Vibrations" dei Beach Boys), ed è ancora usato oggi.

L'Hammond
La maggior parte degli strumenti elettronici rimanenti prodotti negli anni '20, '30, e '40 furono delle varietà d'organo elettrico, nonostante ci fu qualche eccezione rilevante (tipo il Trautonium, e l'Ondes Marternot, entrambi inventati verso la fine degli anni '20, e il sintetizzatore Mark I e II della RCA, creati attorno agli anni '50). Da notare particolarmente è invece l'organo elettronico Hammond. Il primo organo elettronico Hammond fu diffuso nel 1935, il nome Hammond è diventato da allora leggendario. Fu attorno agli anni '50 che gli strumenti elettronici furono trattati più seriamente. Questo perché nel mondo musicale accademico lo stile "musica concreta" s'istituì da solo. Lo stile "musica concreta" s'imperniava fortemente sul prendere suoni del mondo reale e mixarli e trattarli in modo da formare una composizione.
Questo stile s'imperniava fortemente attorno al nuovo metodo di recente invenzione per registrare i media: il nastro magnetico. I suoni potevano essere registrati, avevano il loro tono alzato od abbassato, trattato tramite una varietà di metodi, montato, riregistrato e si poteva modellarne un pezzo. Gli elementi trovati nello stile musica concreta esistono ancora oggi, in forma di campionatori digitali (che possono fare quello che facevano i nastri solo con maggiore precisione ed accuratezza). Molti studi di registrazione iniziarono a guardare oltre al reale mondo dei suoni ed inizarono a raccogliere un'ampia varietà di strumenti elettronici: oscillatori, amplificatori ed altri strumenti per trattare il segnale. Fu naturale per i sintetizzatori presentarsi e fare progressi. Diverse piccole compagnie (tra loro, Buchla e Moog) si aprirono nella metà degli anni '60 per renderli modulari per questo piccolo mercato.

Il Minimoog
I sintetizzatori sono esistiti prima della fine degli anni '60 (i sintetizzatori Mark I e II della RCA sono dei buoni esempi di questo), ma sino a questo periodo erano molto costosi, e limitati solo alle composizioni accademiche più oscure. I costruttori di sintetizzatori elettronici erano per lo più persone che si cimentavano per hobby cercando nuovi modi per creare il suono. Verso la fine degli anni '60, comunque musicisti popolari stessi stavano cercando nuovi suoni. I Beatles, per esempio, fecero esperimenti con bobine di nastro idee in diverse canzoni, e usarono tra gli altri un Mellotron (un precedente "campionatore" che usava bobine di nastro per creare il suo suono). Allo stesso modo i compositori di film cercavano modi per creare suoni unici. Da ciò nacquero i sintetizzatori commerciali qualiil VCS-3 "Putney" e il Minimoog della Moog, dopo i quali il mondo della musica non è mai stato più lo stesso. Oggi i sintetizzatori sono usati in quasi tutte le forme di musica; dal fornire la spina dorsale della musica popolare odierna, al creare gli strani suoni per la musica più sperimentale, e rappresentano l'avanguardia della tecnologia musicale odierna. Nel corso degli anni, i synth (nome gergale) sono stati sottoposti a molti cambiamenti radicali, ed ora si possono trovare una gran varietà di tecniche e metodi per creare il suono. Ma il concetto fondamentale rimane lo stesso: iniziare con un segnale generato elettronicamente, trattare il segnale tramite mezzi elettronici, e venir fuori con un suono unico che spesso non può essere replicato da nessun altro strumento.