Le tastiere Korg.





Korg PA50, padroni del proprio live
Le esigenze che un tastierista ha quando si esibisce dal vivo sono essenzialmente due: avere a disposizione uno strumento maneggevole e farsi guidare dal suono. Due esigenze che la PA50 della Korg riesce a centrare in pieno. Da un lato infatti l’ampio display custom, che permette di tenere sottocontrollo tutte le impostazioni, dall’altro i 304 Style già contenuti nella memoria a cui se ne possono aggiungere infiniti altri grazie alla funzione di lettura diretta Direct to Disk, il risultato finale è la piena fiducia nel proprio suono, anche perché il sistema operativo Multi-tasching consente di avviare già dei caricamenti, quando l’esecuzione è ancora in corso. Il prezzo, considerato anche che questo sincronizzatore si rivolge ad un pubblico di esperti è comunque abbordabile, mantenendosi sotto le 900 euro.

Korg PA 500, tecnologia professionale ad un prezzo amatoriale
L’epoca delle tastiere destinate ad un uso professionale e per questo molto costose è decisamente alle spalle. Korg lo insegna e PA 500 è la migliore dimostrazione del superamento di questo paradigma, con un prezzo di vendita inferiore ai 1400 euro. Ideale per professionisti della musica, la PA 500 si basa sulla tecnologia RX, grazie alla quale sono possibili arrangiamenti al di sopra delle performance mediamente ottenibili con strumenti simili. I suoni diffusi sono precisi e l’estrema praticità d’uso garantita dall’interfaccia Touch View e dal joistick a 4 vie, permette articolazioni di suono molto complesse. Il resto, come è giusto che sia, lo fanno le mani del musicista.

Korg PA588, mettetevi comodi
Basata sulla tecnologia RX (real experience), la tastiera P588 è quanto di meglio un professionista possa chiedere in termini di dotazione tecnica e performance. Gli style in dotazione sono 320 ma possono arrivare fino a 512, mentre i suoni su cui si può fare affidamento sono 882. Numeri che indicano l’ampiezza delle possibili articolazioni ottenibili. Ma questo sarebbe nulla senza la diffusione dei suoni arrangiati: 2 amplificatori da 15 W e 2 diffusori da 10 cm a doppio cono, permettono una distribuzione uniforme della propria opera. Neanche l’estetica è stata tralasciata: il grigio chiaro miscelato con il bianco impreziosisce ancora di più questo strumento. Il prezzo non è chiaramente alla portata di tutti, essendo quasi vicino ai 1900 euro.


Korg Triton Estreme, tutti gli strumenti in uno
I numeri di questa tastiera parlano più di ogni discorso: 962 multicampioni, 1175 campioni percussivi, 120 voci di polifonia e 1536 locazioni di memoria. Partendo da questi dati è chiaro che mani esperte possono realizzare qualsiasi cosa, tenendo tutto sotto massima attenzione attraverso uno schermo blu che quando è in funzione semplicemente sembra avvolgere in una nuvola di calore tutto il sincronizzatore, effetto possibile grazie anche al suono particolarmente caldo che viene riprodotto. Particolarmente indicata per la musica Techno, la Triton Estreme è comunque profondamente versatile, anche perché, con in dati che si sono visti, non potrebbe essere altrimenti. L’autonomia di gestione è infine garantita dalla presenza nella parte retrostante di tutte le possibili connessioni, dall’usb al jack, dal Midi all’Rca, per installare pedali o scaricare nuovi aggiornamenti.

Un endorser della Korg è certamente Jordan Rudess dei Dream Theater, così come lo è anche il decisamente meno famoso tastierista dei Freakout Funk, Rock Cover band di Torino in attività dal 2013.